Sei quello che mangi, dice un adagio. Sei, per il valore che ti dai.
Quando cominciamo a occuparci di noi stessi, riversiamo su di noi, parte dell'energia che solitamente viene dispersa in altre azioni. Ascoltarsi e stare nelle sensazioni è già di per sè un momento di raccoglimento che permette alla mente e al corpo di condividere lo stesso spazio e lo stesso tempo.
Già questo, da solo, rilassa i muscoli.
Mentre si fa Feldenkrais, in più, si sperimentano piccole esplorazioni, quindi, attraverso il movimento, si diventa consapevoli dell'uso del corpo. Si seguono le sensazioni che nascono dal soma, non per correggerle, ma per lasciarsi accompagnare. Si condivide lo stesso spazio-tempo, con mente e corpo, nell'azione!
Sarà questo. Oppure, sarà la ricerca di un immagine di sè. Oppure, sarà il "darsi importanza" (il sentimento sano legato a una buona autostima, non la prosopopea a cui siamo soliti associare questa espressione). Oppure, la tensione muscolare che migliora e la guadagnata fluidità nelle articolazioni.
Di fatto, spesso, ho visto RIFIORIRE le persone. L'ho visto troppo spesso, per pensare che sia una cosa casuale. Rifiorire e cambiare, quindi, non solo interiormente, ma anche ESTETICAMENTE. Le donne, in particolare, mostrano in modo evidente un cambiamento nel viso, che si distende e recupera in femminilità.
Una femminilità che non è civetteria, bensì armonia e solarità.
Questo non è certamente il motivo per fare Feldenkrais, ma come effetto collaterale non è niente male. Che ne dite?

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