Le posture estive: leggere a pancia in giù

Dopo un anno di vestiti pesanti, pioggia e vento all'arrivo dell'estate abbiamo tutti voglia di ciabattine, spugnone e un buon libro (o uno smartphone con batteria carica ;) )..
Sotto l'ombrellone, il contatto con la sabbia spesso è piacevole. Sdraiati sul lettino ancora meglio. Ma ecco che mentre ci si abbronza e ci si abbandona al dolce far niente, abbiamo bisogno di girarci ogni tanto.
Qualche volta ci viene anche voglia di leggere e magari la lettura è così appassionante che prosegue in tutte le posizioni che prendiamo: seduti sulla sdraio, stesi sul lettino, girati sul fianco,... poi ecco che vogliamo far abbronzare anche la schiena. E dobbiamo interromperci!!

Alcune posizioni sollecitano la colonna in un modo troppo diverso da come siamo abituati ad usarla. Come se, dopo grande lavoro, fossimo riusciti a incurvare un pezzo di legno in una direzione e improvvisamente volessimo piegarlo nell'altra. Ahia!
La nostra colonna è un'organizzazione molto complessa (uh come mi piace ripeterlo a lezione), ma proprio per questo non ci basta metterci dritti o metterci curvi per avere la posizione "giusta".
Attorno alla colonna, infatti, ci sono strutture che rispondono alla sua organizzazione. Pensiamo al peso della testa, o al volume del nostro torace.
I movimenti che sono a disposizione delle vertebre sono tantissimi e di conseguenza sono tantissimi anche i muscoli che possiamo lasciare cadere nell'oblio, bloccare o contrarre.

Per chi durante l'anno ha continuato a muovere la schiena, integrando questi movimenti con quelli delle parti più periferiche, risulterà più facile leggersi un buon libro a pancia in giù. Indipendentemente dall'età della persona, infatti, un muscolo che lavora in modo costante ed equilibrato, non è isolato, ma integra il suo lavoro con le strutture muscolari a lui prossime. Ecco in che modo i movimenti risultano più leggeri e flessibili.
Questo potete ottenerlo anche con un po' di streching mattutino. Quello che vi lascia la pratica del Feldenkrais è la consapevolezza di come vi state muovendo. Utilissima anche per una postura apparentemente rigida e statica, come la lettura da proni, sulla spiaggia. Essere consapevoli del proprio corpo significa sentire cosa si sta facendo, quindi farlo meglio. Anche senza l'insegnante nell'ombrellone a fianco.

Qualche consiglio per tutti i lettori:
  • sia che abbiate fatto Feldenkrais che no, cambiate spesso la vostra posizione, prima di sentire il solito fastidioso dolorino
  • anche se vi piace un sacco quello che state leggendo, alternate con una bella passeggiata: tornerete alla lettura con più curiosità
  • quando leggete a pancia in giù, sentite i vostri appoggi: i piedi, le ginocchia, la pancia e il torace..
  • mettete qualcosa di moribo sotto al torace per aiutarvi a scaricare il peso

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