Nuoto e Feldenkrais

Io sono stata una brava nuotatrice.
Dico sono stata, perché mi sto riferendo a quel periodo in cui sostenevo delle gare, quindi dovevo essere forte, veloce e allenata.
Negli ultimi anni ho abbandonato il nuoto. Mi piace come sport in sé, ma mi ha sempre lasciato un retrogusto amaro. 
Però, nelle ultime settimane, ho ripreso ad andare in piscina. Ritenendo di fare poco sport, una bella nuotata è la cosa più pratica che avessi a disposizione.
In una piscina (per nuotare e non per sguazzar nell'acqua o fare un paio di tuffi) non entravo da almeno una decina d'anni. Che scoperta che è stata!
Dopo le prime vasche, mi son detta che potevo applicare, al mio modo di nuotare, ciò che conosco del Metodo Feldenkrais. Sicché ho provato i vari stili... 
Rana, dorso, crawl... Ecco che arrivata all'ultimo, ho trovato ciò che mi lasciava quel retrogusto antipatico. 
Allora ho provato a nuotare, a stile libero, più lentamente, per SENTIRE quello che stavo facendo. Poi, ho differenziato il movimento della parte bassa da quello della parte alta. Infine, mi sono potuta accorgere di dove (io) mettevo lo sforzo, quindi come il movimento della testa non fosse armonico rispetto a quello del torace.

Ora sto usando il mio momento piscina, per allenarmi ad andare lentamente e ri-apprendere qualcosa che già conosco e sapevo fare sufficientemente bene da sostenere delle gare tra i miei 10-20 anni. Ora, però, posso rendere più fluido e facile, con la potenza attuale del mio fisico, un movimento che imparerò a fare in modo diverso. 
Così da recuperare quel senso di piacere nel nuoto ed eliminare il retrogusto amaro.

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