Postura e comunicazione non verbale

C'è un collegamento diretto tra il nostro stato d'animo e il modo in cui atteggiamo il corpo mentre ci muoviamo.
Eppure la postura è la risposta di adattamento del nostro corpo alle esigenze di adattamento spaziale all'ambiente esterno ed alle leggi
che lo regolano, o, detto in atri termini, la capacità di assumere la struttura ottimale in relazione alle condizioni imposte dalla legge di
gravità. Qualcosa quindi di molto fisico!
Il funzionamento di un sistema complesso di questo tipo è determinato in generale da stimolazione dei muscoli, recettori articolari, interazione tra i livelli del corpo (nervoso, scheletrico,...) e quindi struttura delle connessioni.
Però, si può osservare come gli esseri umani tendono ad assumere sempre uno stesso atteggiamento posturale o comunque presentano un numero limitato di caratteristici atteggiamenti posturali. La postura quindi diventa stile di personalità e definisce concretamente il modo di essere al mondo.
Alcune posture sono in uso solo in particolari culture e ci si serve della postura in diversi sistemi di comunicazione: è un mezzo importante per trasmettere atteggiamenti interpersonali.
Questo aspetto del linguaggio non verbale risente notevolmente dell’ambiente culturale in cui si cresce e delle nostre esperienze personali in relazione agli altri. Dalle ricerche sulla comunicazione non verbale è emerso che la postura è meno controllabile coscientemente del volto o del tono della voce e più di questi può
svelare sentimenti nascosti.

Quando lavoriamo con gli altri è importante essere consapevoli del messaggio che trasmettiamo.
Quando ci relazioniamo con i nostri figli lasciamo un'impronta posturale che ha un forte strascico emotivo.
Quando insegnamo ai ragazzi come affrontare il mondo, la nostra postura completa il messaggio rendendolo più o meno coerente.
É bello essere consapevoli della nostra postura: rende i nostri rapporti con gli altri più pieni e il nostro spirito più leggero.

Vedi anche "Seminario sulla postura e le emozioni".

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