Il mal di schiena, un'offesa alla personalità

Ho avuto in prestito da una mia allieva questo interessante testo di una delle allieve dirette di Feldenkrais, Ruthy Alon. Sfogliandolo, mi ha colpito molto questo piccolo capitoletto che vi propongo.
E' inserito nel più grande capitolo "Recuperare l'istintività del movimento" e l'autrice ha appena finito di spiegare molti dei modi con cui l'idea che abbiamo di noi stessi influisce sulla nostra postura.

Dopo tutto ciò, se la schiena vi fa male, potreste ancora pensare che basterà riuscire ad allineare nel modo giusto le vertebre una sull'altra. Non comprendete che in realtà è la spina dorsale della vostra personalità che è stata offesa, quando avete smesso di accorgervi di essere stati privati di qualcosa, quando non siete stati capaci di protestare contro ciò che impediva il vostro sviluppo. L'istinto vitale della sopravvivenza che invia a tutte le creature l'avvertimento necessario per evitare i pericoli, in voi non funziona più. Avete perso il meccanismo che produce un giudizio indipendente, che sa come orientarsi verso quello che va meglio per voi. Avete seguito le idee degli altri nel decidere quale fosse la cosa migliore da farsi.
Tutto ciò è cominciato troppo presto, prima che voi sapeste farvi ascoltare e farvi valere. Eravate impotenti, del tutto aperti all'apprendimento di quello che i vostri superiori si aspettavano da voi, e siete rimasti all'oscuro di avere il diritto di dare ascolto alle vostre sensazioni. Siete cresciuti ignorando che potevate prendervi cura della vostra ecologia personale. Gestite e muovete il corpo senza affidarvi alla sua saggezza interiore. Non siete neppure più capaci di distinguere la voce dei vostri istinti naturali originali dalla voce che proviene dall'abituale compromesso con la realtà.

La bussola che vi farà uscire dal labirinto del vostro mal di schiena non sarà un'ennesima ricetta né una tecnica rivoluzionaria che richieda da voi la massima disciplina; sarà invece il recupero della sensibilità, della capacità di coltivare un livello superiore di ascolto nei confronti del vostro corpo, che vi porterà a seguire le rivelazioni della vostra esistenza e a metterle in pratica; un ritorno all'autonomia della vostra saggezza interiore, che vuole indagare in modo indipendente; una rinascita della vostra dote di scoprire in ogni situazione il modo piacevole di rispondere, un perfezionamento di tali risposte alle sfide continue e mutevoli che la vita vi presenta, sfide che sperimenterete e supererete con efficienza e grazia, uscendone con un corpo perfezionato, più sicuro di sé. (..)
Per scoprire cosa succede dopo, qual è uno dei possibili passi successi quando il senso vago di disagio emerge alla nostra attenzione, potete proseguire nella lettura del libro o partecipare a qualche lezione di Feldenkrais.

Per ora, vi auguro buona lettura.

Nessun commento:

Posta un commento

Ma tu cosa ne pensi?