Ah..quando avevo vent'anni.

Appena nati non si ha una grande forza fisica e per i primi anni di vita il corpo continua a crescere e ad assestarsi nutrendosi, voracemente, delle esperienze oltre che del cibo.
Le nostre mappe neuronali non si completano nella pancia della mamma, ma proseguono a costruirsi e rinforzarsi chi dice per 10, 15 o addirittura, le ultime ricerche, 20 anni. In questo caso, naturalmente, stiamo parlando di apprendere l'uso di quelle intricate regole sociali e culturali, nonchè degli strumenti sempre più evoluti e di uso comune, che ci circondano.
Per quando riguarda, invece, la struttura muscolare generalmente intorno ai 20 anni raggiunge il proprio apice. Un apice che poi, più o meno lentamente (a seconda delle nostre abitudini alimentari e di vita), inizia a declinare. Inizialmente molto in sordina.
Il cervello rimane molto affezionato a quell'immagine di potenza del nostro corpo. Non solo si rimane "affezionati", ma si costruisce attorno ad essa l'immagine che si ha di se stessi.
Fino a quando la discrepanza tra l'immagine che si ha e ciò che si è non è facilmente percepibile, possiamo continuare come abbiamo sempre fatto. Quando, però, qualcosa si incrina e non possiamo più fare finta di niente ecco che arriva il momento impellente per occuparsi del corpo.
Quando la struttura muscolare non è più "quella di un tempo", diventa indispensabile avere una buona organizzazione scheletrica, che permetta di compensare la forza del muscolo con l'efficenza del corpo.
Diventa allora stimolante trovare del tempo per scoprire i movimenti lenti. Proprio attraverso i movimenti lenti il muscolo ha tempo per ritrovare una sua forma e una sua disponibilità ad allungarsi. Proprio attraverso i movimenti lenti, il sistema nervoso ha tempo di riapprendere un'organizzazione specifica e alternativa. Così, si ritrova un'elasticità inaspettata e sorprendente.
Ed ecco che qualcuno dice la frase magica: "Se solo ci avessi pensato prima!"

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